Quando la cicogna arriva col bisturi:
pro e contro del cesareo

cicogna col bisturi

“Mio Dio!”. Non ha trattenuto lo stupore Caroline Ruscak quando ha saputo che la sua piccola Carisa, appena venuta alla luce, pesava 6 chili e 58 grammi. “Adesso capisco perché ho avuto una gravidanza cosi dolorosa e perché molti pensavano che fossi incinta di gemelli”, ha commentato la neo-mamma dal letto del suo ospedale di Boston. Caroline ha partorito col cesareo, una pratica in questo caso probabilmente necessaria (anche se esistono casi documentati di parti naturali per bimbi di oltre sei chili).  

Il taglio cesareo, comunque, non sempre è consigliabile. Anzi, i medici suggeriscono – se possibile – di evitare l’intervento chirurgico. Nel nostro Paese il ricorso al cesareo è in diminuzione ma l’Italia rimane tra i primi posti in Europa. Secondo gli ultimi dati disponibili, si è passati dal 29,6% del 2007 al 26,3% del 2012, con molte regioni che presentano un tasso al di sotto del 20% (ma in Campania siamo al 50%!).

Uno dei motivi del ricorso al cesareo pare sia dovuta al fatto che l’età delle mamme è in costante aumento ma c’è da dire che forse c’è anche chi specula: il cesareo ha infatti un costo. Ci sono poi le mamme che preferiscono programmare il parto, magari perché così si sentono meno in apprensione e anche perché col cesareo sanno già a cosa vanno incontro.

Chi sceglie il cesareo sarà comunque interessato a sapere che questo tipo di parto potrebbe aumentare le probabilità che il bambino soffra di allergie. E’ questo il parere della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica , secondo la quale con il parto naturale avviene “un vero e proprio passaggio di consegne” dalla madre al figlio  di quella eredità microbica importantissima per l’apparato immunitario.

In pratica, col parto naturale la mamma passa al bimbo anche i suoi batteri che andranno a colonizzare l’intestino sterile del neonato, permettendogli di costruire un proprio microbiota intestinale. Questo passaggio di consegne non avviene col cesareo, di conseguenza i bambini nati così sarebbero più propensi a divenire allergici.

Infine, un consiglio per le donne che vogliono evitare il cesareo: meglio optare per il travaglio indotto.  A rivelarlo è uno  studio dei ricercatori della Queen Mary University of London, che sostengono come il rischio di parto cesareo è del 12% per cento in meno nelle donne il cui travaglio è indotto rispetto a coloro che si sottopongono al “wait-and-see” (“aspettare e vedere”). La scoperta, pubblicata sulla rivista Canadian Medical Association Journal, contraddice le credenze popolari secondo cui l’induzione della nascita aumenterebbe le probabilità di parto cesareo.

Articoli correlati:

Parole chiave (tag): , , , ,

Commenti via Facebook:

Lascia un commento (0 commenti)

Ancora nessun commento





Scarica GRATIS la favola "Bibì e il merlo Mario"!

Iscriviti alla Newsletter e scarica subito GRATIS la Favola Illustrata in formato digitale (ebook)

Inserisci il tuo indirizzo email qui sotto per avere ACCESSO IMMEDIATO!

Scarica Ora

Oppure...

Ricevuta l'informativa sulla  privacy, presto il consenso



Archivio

Seguici su Twitter