Non è un paese per bimbi

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L’Italia è uno dei paesi europei dove si fanno meno bambini. A far compagnia al nostro Paese per la scarsa natalità sono Germania, Grecia e Portogallo. Secondo le statistiche di Eurostat sulla popolazione europea del 2013, da 10,4 nascite per mille abitanti del 2012 si è passati a 10 nel 2013.

Si nasce di meno in Portogallo (7,9 su mille), e poi in Germania, Italia e Grecia, dove nel 2012 sono nati soltanto 8,5 bambini per mille abitanti. I tassi di natalità più elevati sono invece in Irlanda (15 su mille), Francia (12,3 per mille), Regno Unito (12,2), Svezia (11,8) e Lussemburgo (11,3).

Per il quinto anno consecutivo, quindi, nel nostro Paese le nascite sono diminuite, attestandosi a 514 mila nel 2013. Il numero medio di figli per donna è sceso da 1,42 nel 2012 a 1,39 nel 2013. L’età media al parto è salita a 31,5 anni.

Circa l’80% delle nascite proviene da donne italiane, il 20% da donne straniere. La fecondità delle prime è calata, tra il 2008 e il 2013, da 1,34 a 1,27 figli per donna. Diminuita anche la fecondità delle donne immigrate: da 2,65 figli per donna a 2,20.

In generale la popolazione dell’Ue è aumentata: il primo gennaio 2014 c’erano 507,4 milioni di abitanti, contro i 505,7 milioni di gennaio 2013. Questo anche grazie all’immigrazione: a guadagnare più abitanti nel 2013 sono state Germania (437.300 persone), Regno Unito (212.000) e Italia (181.700).

Saldo negativo invece per la Spagna, che ha perso più abitanti di tutta l’Ue, cioè 257.000. Anche gli altri Paesi in crisi hanno perso abitanti: 36.000 il Portogallo, 52.000 la Grecia, l’Irlanda 26.000 e Cipro 12.000.

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