Mamma, che funambola!

mamma che funambula

Fare la mamma e, allo stesso tempo, lavorare? E’ come stare in equilibrio su una corda ventiquattro ore su ventiquattro. Chi può smentire questa dura verità? Nessuno. E infatti in Italia due mamme su dieci non hanno più un’occupazione a due anni dalla nascita del proprio bimbo.

Per l’esattezza, il 22% delle mamme è senza lavoro a pochi anni di distanza dal parto. E la metà di loro non è stata costretta a mollare il posto a causa di un licenziamento o del mancato rinnovo del contratto, ma lo ha fatto per una scelta autonoma. Perché? Molto probabilmente perché è quasi impossibile conciliare la professione con la vita da mamma. E, infatti, oltre il 40% delle donne che hanno continuato a lavorare dopo aver dato alla luce un pargolo dice di essere in grande difficoltà. 

L’Istat, nel volume “Avere figli negli 2000”, sostiene che la partecipazione femminile al mercato del lavoro non è stato accompagnata dalla trasformazione del ruolo all’interno della famiglia e della coppia, “così il lavoro extradomestico molto spesso si va a sommare al carico di impegni familiari in un funambolico tentativo di conciliare i diversi ruoli di lavoratrice, compagna, madre e figlia”. 

Mamma, papà e due bambini resta il modello di famiglia perfetta ma il tasso di fecondità si ferma a 1,4 figli per donna. Sono tantissime, quindi, le coppie che hanno un solo figlio e tra i motivi principali ci sono quelli economici e quelli legati all’età (genitori sempre più vecchi…). Il 5,6%, però, si ferma un figlio per un altro motivo. Quale? Il lavoro della donna o del partner e “le difficoltà nella conciliazione degli impegni familiari e lavorativi”.

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