Il pranzo è servito

Il pranzo è servito

Cosa mangiano a scuola i nostri bambini? Cibi sani? Pasti monotoni o variegati? Alimenti biologici o a chilometro zero? Oppure prodotti industriali? E, poi, come sono i controlli? A tutta questa serie di domande cerca di rispondere l’indagine effettuata di recente dal ministero della Salute insieme a quelli dell’Istruzione. Vediamo con quali risultati.

La ricerca ha coinvolto 7.733 istituti scolastici tra scuole dell’infanzia, elementari e medie. A rispondere ai questionari 1.168 istituti, pari a 4.294 plessi. Sapere cosa e come mangiano i figli a scuola e’ importante, dal momento che il 53,4% degli studenti italiani iscritti ad asili, elementari e medie pranza a scuola.

L’indagine ha cosi’ rilevato che la maggior parte delle scuole (73%) conosce le Linee di indirizzo sulla ristorazione scolastica, e che il 97,61% le applica, mentre c’e’ un 2,39% che pur conoscendole, non le applica. In generale la quasi totalità delle scuole (96,85%) articola il menu’ della mensa su 4-5 settimane, rispecchiando la stagionalità dei prodotti.

Un menu in cui si privilegia l’impiego di alimenti della filiera corta, dove il 31% e’ a km 0, il 30% da agricoltura biologica, il 3% direttamente dal produttore, il 9% da altro, mentre il 48% non usa alimenti a ridotto impatto. Accanto a questa attenzione alla scelta dei prodotti, c’e’ pero’ da rilevare invece la scarsa abitudine ad offrire la frutta, soprattutto negli spuntini e merende. Lo spuntino della mattina e la merenda del pomeriggio sono infatti spesso caratterizzati dal consumo di alimenti troppo ricchi di energia e solo il 28% delle scuole offre frutta per lo spuntino o la merenda.

Pochi comunque i distributori automatici, presenti solo nel 10% dei plessi. Di questi, il 3% offre alimenti e bevande a basso contenuto energetico come frutta fresca, yogurt, succhi di frutta o altro. Circa le bevande offerte ai pasti, si e’ potuto verificare che l’acqua viene generalmente distribuita con il pasto, e nella meta’ dei plessi si usa acqua di rete.

Non manca la possibilita’ di avere diete speciali, se affetti da intolleranze, allergie e alcune patologie: circa il 44% dei plessi dispone di personale che assiste al pasto chi consuma diete speciali.

Sui punti da migliorare, il rapporto evidenzia che il 74% delle scuole fa una rilevazione periodica sulla soddisfazione del servizio, quando dovrebbe essere la totalita’, e oltre la meta’ dei plessi (58%) non fa una rilevazione sull’esistenza degli avanzi, che sarebbe utile sia per capirne le cause e ridurre gli sprechi, che per obiettivi di riutilizzo.

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