I dolci colori dell’autunno

I dolci colori dell'autunno

Arancione, ocra, cremisi. Mandorle, nocciole, zucca. L’autunno ha i colori caldi e zuccherati. Una stagione che porta il freddo ma che scalda il cuore. E la festa, anzi le due feste del primo e due novembre, ci accompagnano sin dall’infanzia con ricordi molto dolci. Per Ognissanti e i Morti, infatti, in tutt’Italia si celebra con una moltitudine di prelibatezze che fanno impazzire i bambini.

Dal torrone alla pasta martorana, ogni angolo del nostro paese ha un dolce tipico che possiamo fare anche in casa coi nostri bimbi. Ai quali, magari, possiamo ricordare che Halloween sarà pure divertente ma che mamma e papà  quando erano piccoli non sapevano neanche cos’era (a proposito “dolcetto o scherzetto” si fa anche dalle nostre parti da tempi antichissimi in alcune regioni d’Italia: è la “questua” dei Morti; in alcune zone del Sud i bimbi ricevono i regali dai nonni e altri parenti che ormai non ci sono più).

Ma torniamo ai dolci. Ecco una piccola carrellata. Ci siamo fatti aiutare da Wikipedia. Fave da morto“, “fave dei morti” o “fave dolci”: pasticcini alla mandorla, di forma ovoidale e schiacciata, cosparsi di zucchero a velo; hanno l’aspetto di un amaretto, ma presentano una consistenza maggiore (Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche ed Umbria). Differenti, seppur sempre a base di mandorla, sono le “Favette dei Morti”, presenti un po’ in tutto il Nord-est, ma soprattutto in Veneto, a Trieste e in Friuli, sono di tre colori (panna, marroni e rosa) e variano dal croccante al morbido (Favette Triestine).

Ossa di morto, talvolta “ossa da mordere” italianizzando il piemontese “ossa d’mort”: biscotti di consistenza dura, con mandorle ed albume d’uovo nelle Marche, Piemonte e Lombardia).
“Ossi dei morti” tipici di Parma, di pastafrolla, ricoperti di glassa di zucchero o cioccolato.
“Ossa di morto”: biscotti dalla forma oblunga (Veneto), talvolta ricoperti da cioccolato (Sicilia).In Sicilia, secondo la versione originaria, le “Ossa di morto” sono di consistenza molto secca e di colore bianco e marrone. Con zucchero, farina, albume e acqua di chiodi di garofano, vengono chiamate anche ” Paste di Garofano”. Molto spesso confuse con le ” Mostacciole”, le quali, invece, sono fatte con un impasto di miele e spezie, come il chiodo di garofano.

Le “Ossa di morto” sono presenti anche nel Senese, con origine a Montepulciano. Di consistenza friabile e di forma rotonda, sono impastati con le mandorle tritate.
Derivati del pane

“I cavalli”: pane di grandi dimensioni, a forma di cavallo (Trentino-Alto Adige).
“La mani”: pane a forma circolare con due mani che si uniscono (Sicilia).
“Pane dei morti”: piccoli panini dolci, a base di biscotti sbriciolati, ripieni di frutta candita e confezionati su ostie (Lombardia).
Derivati del marzapane

“Dita di apostolo“: dolce a forma di mano, a base di pasta all’uovo e riempito di mousse di ricotta e panna, tipico della pasticceria siciliana.
Frutta di Martorana, riproduzioni di frutta con farina di mandorle e zucchero.
Varianti del torrone

“Torrone dei morti” così chiamato in onore di Antonio da Casoria[senza : presenti nella tradizione culinaria napoletana, sono torroni morbidi dalle dimensioni di 50-70 cm, venduti a pezzi. A differenza del torrone classico, non sono a base di miele, ma di cacao, e sono preparati in vari gusti, con nocciole o frutta secca e candita, ma anche al caffè, o altri gusti ancora.

Pupi di zucchero (o, in siciliano: pupaccena, pupi ri zuccaro): presenti nella tradizione siciliana, si tratta di statuette di zucchero colorato, riproducenti paladini o generiche figure maschili e femminili (i morti, gli antenati della famiglia).
La colva“, dolce pugliese che si prepara il 2 novembre a Foggia, Barletta, Bitonto e Bsceglie, fatto con grano cotto, uva sultanina, noci e mandorle tritate, fichi secchi a pezzetti, scaglie di cioccolato fondente, chicchi di melagrana, zucchero e vincotto.
“Le fanfullicche”, dolce leccese proprio del 2 novembre. Si tratta di bastoncini di zucchero aromatizzati normalmente dalla forma attorcigliata.

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