Cosa bolle in… culla?

cosa bolle in culla

Siamo al minimo storico delle nascite. Nel 2013 ci sono stati 514.308 nuovi nati, 20mila in meno rispetto all’anno precedente. In 5 anni in Italia sono venuti alla luce 62mila bambini in meno e anche gli stranieri residenti nel Paese, che negli precedenti avevano in qualche modo sostenuto il dato demografico, cominciano a fare meno figli. 

Cosa bolle in… culla? Nulla, o quasi, verrebbe da dire, visto il calo delle nascite. Siamo tra i meno fecondi d’Europa. Perché? Siamo troppo egoisti? Ce la vogliamo prendere comoda? Non vogliamo pensare a pannolini sporchi, biberon e pianti nel pieno della notte? Oppure abbiamo paura della mancanza dei servizi sociali, degli asili nido, di orari di lavoro compatibili con la vita da mamma (e di papà), con l’assenza di reali aiuti economici per chi vuole tirare su i pupi? Oppure – ancora – la crisi fa talmente paura da smontare ogni velleità perché un figlio costa tanto? Quest’ultimo è un argomento che affronteremo presto. Intanto, vediamo un po’ di numeri e curiosità.

Nel 2013 il minimo storico delle nascite. La tendenza alla forte diminuzione delle nascite avviatasi a partire dal 2009 interessa tutte le aree del Paese, anche le regioni del Nord e del Centro che nel periodo precedente avevano sperimentato una fase di aumento della natalità e della fecondità’ riconducibile in primo luogo alla progressiva diffusione delle nascite con almeno un genitore straniero.

Francesco è il nome più gettonato tra i nuovi nati e “si segnala un aumento a partire dal mese di marzo 2013, a seguito della elezione del Sommo Pontefice”, riferisce l’Istat aggiungendo che invece per le bambine i nomi piu’ scelti sono Sofia e Giulia. Tra i figli di stranieri residenti in Italia il nome maggiormente diffuso per i maschi e’ Adam, per le femmine Sara.

Si avvertono nei dati demografici le conseguenze del forte calo della nuzialità registrato nel quinquennio (circa 53mila nozze in meno). I nati all’interno del matrimonio, infatti, scendono per la prima volta sotto quota 400 mila: nel 2013 sono appena 380.863, quasi 83 mila in meno in 5 anni.

In lieve diminuzione per la prima volta anche i nati con almeno un genitore straniero (3.239 in meno rispetto al 2012), che ammontano a poco piu’ di 104 mila nel 2013, pari al 20,2% del totale dei nati a livello medio nazionale (il 28% nel Nord e solo l’8% nel Mezzogiorno). Diminuiscono in particolare i nati con entrambi i genitori stranieri, scesi a 77.705 unita’ nel 2013, 2.189 in meno rispetto al 2012. In leggera flessione anche la loro quota sul totale delle nascite, pari al 15% nel 2013.

In media nel 2013 quasi il 29% dei nati in Italia ha almeno un genitore straniero al Nord e il 23,2% al Centro, mentre al Sud e nelle Isole le percentuali sono rispettivamente l’8,2 e il 7,1%. Le regioni del Centro-nord in cui la percentuale di nati da almeno un genitore straniero e’ piu’ elevata sono l’Emilia-Romagna (32%), la Lombardia (29%), la Toscana e l’Umbria (circa 26%).

Se vuoi approfondire, scarica da qui il rapporto completo dell’Istat.

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