Contro i falsi miti a tavola

Contro i falsi miti a tavola

Mangiare al fast-food provoca malattie mentali. Il latte causa l’autismo. La cioccolata allontana la depressione. I mirtilli… L’elenco dei falsi miti legati al cibo potrebbe continuare a lungo. Ma si tratta, spesso, di vere balle e, altre volte, di indicazioni da prendere con le molle. Il problema è che sulla base di teorie pseudo-scientifiche (se non proprio ciarlatanerie), molti iniziano a percorrere diete che possono persino creare rischi alla salute. Soprattutto quando riguardano i più piccoli.

Gli esperti dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma hanno fatto un po’ di ordine per chiarire i dubbi e sgombrare il campo dalle leggende. Ma partiamo proprio da queste. Ecco un elenco dei falsi miti e delle semplificazioni più comuni sul rapporto cibo-mente:

  • Il latte fa venire l’autismo
  • Le vitamine sono la cura naturale per la schizofrenia
  • Con il junk food (cibo spazzatura) si sviluppano malattie mentali e disordini psichiatrici
  • L’intolleranza al glutine favorisce il disturbo bipolare
  • Le malattie mentali si curano con la frutta
  • La cioccolata allontana la depressione
  • Mangiare pesce fa prendere buoni voti
  • Il caffè risveglia l’attenzione e la concentrazione
  • Le noci sono il cibo del cervello
  • I mirtilli accendono la memoria

Che il latte sia implicato nell’insorgenza dell’autismo, che il cibo scateni varie forme di malattie mentali, dalla depressione al disturbo bipolare, o che vitamine e frutta siano la panacea naturale ai mali della mente sono le teorie attualmente più diffuse sul web, ma nessuna di queste ha un fondamento scientifico.

Ad oggi, infatti, nessuno studio validato prova l’esistenza di un rapporto di causalità diretta tra assunzione di cibo e sviluppo di malattie mentali come, ad esempio, la depressione, la schizofrenia o l’autismo né conferma l’efficacia di un singolo alimento per il trattamento dei disturbi psichiatrici. E’ così anche per i disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia. 

Anche sulla genesi dell’autismo da tempo sono state formulate numerose ipotesi secondo le quali la causa della patologia risiederebbe nell’assunzione di specifiche sostanze alimentari che influirebbero sul normale sviluppo neurologico del bambino. In particolare, alcuni autori sostengono che allo sviluppo dell’autismo contribuisca l’esposizione a metalli tossici, come ad esempio il mercurio o il piombo, introdotti nell’organismo attraverso il cibo. Secondo altri, i danni cerebrali associati al disturbo sarebbero causati da un aumento della permeabilità dell’intestino e da un conseguente malassorbimento di alcune proteine, come la gliadina (componente del glutine) e la caseina.

Non esistono evidenze scientifiche della correlazione tra l’assorbimento del glutine e della caseina e la sintomatologia autistica, né dell’efficacia delle diete di privazione come trattamento dei sintomi o delle problematiche comportamentali. 

Molto popolare e radicata nella cultura alimentare moderna è che cibi come pesce, cioccolata, mirtilli, noci o caffè (solo per citarne alcuni) abbiano effetti benefici sulla salute e sull’efficienza mentale. Da questa convinzione, che trae la sua origine da studi validati, nel corso del tempo (e delle mode), sono scaturiti regimi dietetici (“la dieta del mare”, “la dieta del mirtillo”, “la dieta del cioccolato” quelle più conosciute) basati sulle proprietà salutari dell’alimento protagonista.

E’ scientificamente provato che le sostanze contenute in alcuni cibi innescano reazioni biochimiche in grado di influire positivamente sul tono dell’umore (la cioccolata stimola la produzione di serotonina, il cosiddetto ormone del buonumore), sul livello di attenzione (la caffeina aumenta i livelli di adrenalina con accelerazione del battito cardiaco) o sulla memoria (i flavonoidi contenuti in alta percentuale nei mirtilli favoriscono il  processo di “pulizia” del cervello dalle tossine responsabili della perdita di memoria).

Per altre sostanze, come gli acidi grassi Omega 3 e 6 contenuti principalmente nel pesce, ma anche nelle noci, è stato dimostrato il valore terapeutico nel trattamento di patologie psichiatriche come i disturbi dell’umore, d’ansia o le psicosi, anche in età pediatrica.

Queste generalizzazioni hanno un fondamento scientifico – ammoniscono gli esperti del Bambin Gesù – ma attenzione perché le scelte alimentari non devono essere radicali. E’ sempre ben ricordare che è necessario fare attività fisica e non farsi influenzare dalle mode (o – peggio – da modelli estetici e culturali). Non si può decidere di nutrirsi, ad esempio, prevalentemente di mirtilli o di cioccolata o di solo pesce perché fanno bene al cervello. 

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