Bimbi dell’altro mondo

adozioni
Angelina Jolie e Brad Pitt hanno sei figli, tre dei quali adottati
. Se le due star di Hollywood fossero state italiane non avrebbero potuto portare tra le mura domestiche i piccoli Chivan, Zahara e Pax. Angelina e Brad non sono infatti sposati e la legge del nostro paese prevede che la coppia che voglia adottare un bambino abbia celebrato il matrimonio da almeno tre anni (ma questo periodo può essere raggiunto tenendo conto anche della convivenza pre-matrimoniale).

In ogni caso, non bisogna essere separati. Fra gli altri requisiti, ricordiamo l’idoneità “a educare, istruire” e l’essere in grado “di mantenere i minori che intendano adottare”. Ci sono poi dei parametri da osservare per quanto riguarda l’età: ci devono essere almeno 18 anni di differenza tra genitore adottivo e figlio; la differenza massima tra adottanti ed adottato è di 45 anni per uno dei coniugi, di 55 per l’altro. Ci sono però delle deroghe se i coniugi adottano due o più fratelli e se hanno un figlio minorenne naturale o adottivo.

Tutte queste regole valgono sia per le adozioni di bimbi italiani, sia per quelle internazionali. Per quanto riguarda queste ultime, c’è da dire che nel nostro paese sono in diminuzione. Lo scorso anno stati adottati 2.825 minori stranieri, a fronte dei 3.106 del 2012, con un calo del 9%; le coppie coinvolte sono state 2.291, il 7,2% in meno rispetto all’anno precedente.

Secondo il rapporto della Commissione per le adozioni internazionali, realizzato in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti, dalla domanda di disponibilità all’adozione, fino all’arrivo del bambino, l’attesa per gli aspiranti genitori è di 3,3 anni. In media, le coppie iniziano il percorso che le porterà ad avere un figlio straniero dopo 8-9 anni di matrimonio.

La Federazione russa si conferma il paese di origine di maggior provenienza dei piccoli (25,8%), segue l’Etiopia (10,4%), la Polonia (7,2%), il Brasile (6,6%). Dall’Africa arriva il 20,2% del totale (era il 16,3 l’anno precedente). In aumento anche i bambini asiatici (dal 10,6% al 13,1%); in calo invece quelli dall’America Latina (dal 25,3% al 19,1%); stabili quelli dall’ Europa (44,6% contro il 44,7%). Il 60,7% dei bimbi adottati sono maschi, il 39,3% femmine. L’età media è 5,5 anni. In un caso su quattro si tratta di bambini con bisogni speciali legati alla salute fisica o psichica.

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